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ALLATTARE I GEMELLI: MISSIONE POSSIBILE?

Uno dei miei più grandi desideri riguardo la maternità era allattare. Quando ancora la gravidanza era un’idea lontana e mai avrei immaginato che avrei avuto due bimbe, mi sono sempre comunque immaginata come una mamma che allattava.

Quando ho scoperto di aspettare due gemelle, ho avuto qualche preoccupazione, perché immaginavo l’allattamento contemporaneo di due bimbi un po’ complesso… ed il tempo non mi avrebbe smentita….

Durante la gravidanza mi sono informata, ho letto tanto e ho cercato di prepararmi per il momento ma, in ogni caso, ho avuto sempre qualche dubbio perché, specialmente se sei alla prima gravidanza, non puoi sapere come andrà, quanto latte avrai e come saranno le piccole.

Ricordo che la mia più grande domanda era sempre la stessa: come si fa ad allattare? Facile, penserete, attacchi il bambino al seno et voilà, il gioco è fatto! Appena inizi a guardarti un po’ intorno, però, scopri che non è proprio così, che il bambino deve imparare ad attaccarsi e che tu devi imparare a tua volta come farlo attaccare. L’altra mia grande preoccupazione era: mangerà abbastanza? I neonati non ti dicono quanto hanno mangiato e non mi fidavo molto della credenza secondo la quale i bambini si regolano da soli.

Ricordo bene che la sera prima di partorire (ho dovuto fare un parto programmato), mi chiedevo se sarei stata in grado di riuscire ad allattarle o meno…

Ho partorito in un ospedale dove i bambini stanno in camera con te 24 ore al giorno, per favorire la creazione del legame mamma e figlio fin da subito e per favorire anche l’allattamento al seno. Ho subito attaccato le bambine, ma ho altrettanto capito quasi subito che non era così facile…. Innanzi tutto gli scricciolini che hai in braccio sono minuscoli e tu non hai ancora latte perché la montata non ti è ancora arrivata. In più sei esausta, stravolta dal parto e dagli ormoni, non hai ancora metabolizzato cosa ti è successo ma sai che devi andare avanti alla svelta perché loro hanno bisogno di te. Purtroppo in quel primo giorno dopo il parto nessuna puericultrice mi ha aiutata con le bimbe, quindi ho cercato di fare del mio meglio e di attaccarle il più possibile. La mattina seguente però, le mie piccoline sono state ricoverate in NICU (la terapia intensiva dei neonati), fortunatamente nel reparto semi-intensivo, perché la prematurità (anche se non si direbbe sono nate con quasi un mese di anticipo!) gli ha provocato un calo glicemico. È una complicazione piuttosto frequente nei prematuri ma questo ha significato che le bimbe sono state messe a pasti fissi, con quantità di cibo prefissato e certo, quindi somministrato con il biberon. Ovviamente la salute delle mie piccole veniva prima di tutto, ma sapevo che questo aspetto sarebbe stato un problema per l’allattamento, perché significava non poterle attaccare proprio nei primi giorni della loro vita, in cui si stabilisce il legame con la mamma ed il loro istinto di sopravvivenza le porta ad imparare ad alimentarsi al seno.

Con molta pazienza e con l’aiuto di un’infermiera specializzata, che non ringrazierò mai abbastanza, ho comunque avuto prima il colostro, che è stato dato alle bimbe con una siringa, e poi la montata lattea, il tutto grazie al tiralatte professionale.

Ecco, qui mi sento di spendere due parole riguardo al tiralatte. In ospedale mi hanno dato il tiralatte elettrico, il modello solitamente più diffuso negli ospedali e me ne hanno spiegato l’utilizzo. Il latte va tirato ogni tre ore per quarantacinque minuti, quindici per ogni lato e poi ancora cinque per lato. Se sarete costanti e continuerete a tirarvi il latte, la montata arriverà. Certo è dura, ma se i vostri bimbi per un qualunque motivo non possono o non riescono ad attaccarsi, potrete comunque avere il latte da dargli, infatti anche io, una volta arrivata la montata, portavo il latte in NICU e usavano il mio latte per i loro pasti.

Fortunatamente, dopo qualche giorno la situazione delle bimbe si è ristabilita, sono uscite dalla terapia intensiva e siamo tornati a casa.

E qui è arrivato il bello. La quotidianità con due neonate è delirante, in più sei ancora convalescente dall’intervento e hai i punti, ma stringi i denti e vai avanti perché, fidati, ne vale la pena.

Le bambine hanno fatto molta fatica ad attaccarsi al seno, in più io ero obbligata a fare la doppia pesata perché loro erano state dimesse con i pasti fissi per via dell’ipoglicemia, quindi dovevo essere sicura che mangiassero quanto stabilito.

Attaccare le bambine contemporaneamente era difficilissimo, prima di tutto perché loro non si attaccavano bene e poi perché avevo molto più latte da un seno rispetto all’altro, quindi una bambina avrebbe finito per mangiare di meno. Fatti salvi alcuni rari casi, quindi, non ho quasi mai allattato contemporaneamente, cercare di tenerle attaccate insieme era troppo difficile, ognuna aveva i suoi ritmi e trovavo particolarmente arduo tenerle contemporaneamente nella giusta posizione.

Ecco come facevo. Attaccavo una bambina al seno, mentre all’altra davo il biberon con il latte che mi ero tirata in precedenza. Quando finivo di allattare la bimba, mi tiravo il resto del latte e lo conservavo per la poppata successiva, e così via tutto il giorno, tutti i giorni. Facciamo due calcoli, i bambini all’inizio fanno 7/8 pasti al giorno, quindi ogni 3 ore, 3 ore e mezza, una poppata all’inizio dura all’incirca 30/40 minuti, poi ne trascorrevo altri 45 attaccata al tiralatte, in sostanza all’inizio passavo quasi dieci ore al giorno ad allattare o a tirarmi il latte…

Non vi nascondo che è stato difficile. Mamme in attesa di due bimbi, se volete allattare fatelo, perché sarà bellissimo e quello che darete ai vostri bimbi è preziosissimo ma sappiate anche che sarà faticoso, ci vorrà pazienza e dedizione, ma ne vale la pena.

Se avete dubbi sull’allattare o meno io vi consiglio di farlo, perché è un’esperienza incredibile che potrete fare solo in questo momento. Nei momenti difficili ricordatevi che tutto passa, è solo un periodo, una fase; non guardate troppo avanti, vivete giorno per giorno e affrontate un giorno alla volta, cercate il valore delle piccole cose e i piccoli traguardi quotidiani, perché questi attimi vi sfuggiranno tra le dita in pochissimo tempo ma, se vi sforzerete di viverli serenamente, vi lasceranno i ricordi più belli della vostra vita.

Ai quattro mesi delle bambine ho terminato con le poppate, ogni poppata era una guerra, urla e pianti perché non volevano attaccarsi, essendosi abituate alla nascita al flusso facile del biberon, non sopportavano di dover fare fatica al seno quindi, dopo i primi minuti in cui il latte usciva molto abbondante perché molto liquido, non volevano iniziare la poppata vera e propria perché a quel punto dovevano iniziare a succhiare con più forza e ritmo e loro non ne volevano sapere.

Io, però, non volevo smettere di dargli il mio latte, anche perché ne ho sempre avuto tanto, quindi per sei mesi ho dato il mio latte alle bambine esclusivamente tirandomelo con il tiralatte.

La mia esperienza è l’esempio che si può fare, in tutti questi mesi ho sempre avuto il latte anche senza aver più attaccato le bambine.

Non vi nascondo che è stato difficile e ho fatto tante rinunce, facendo in questo modo perdi molto più tempo e trascorri i momenti in cui loro dormono a tirarti il latte, quindi tempo per te non ne resta praticamente più, ma rifarei tutto. Scegliere di smettere di allattare è stato durissimo, mi ha davvero spezzato il cuore perché, nonostante la fatica immensa, era una cosa che facevo per loro, che solo io potevo fare e di cui loro ne beneficiavano, ma il momento era arrivato, le loro esigenze erano cambiate e dovevo avere tempo ed energie da dedicare a loro perché ne richiedono tante, quindi sapevo che era la scelta giusta da fare.

 

CONSIGLI PRATICI

I primi giorni in ospedale non potrete usare la crema Purelan di Medela, almeno non fino a quando avranno fatto al vostro piccolo l’esame per lo screening neonatale. Non ero stata informata di questa problematica, ma sembra che la lanolina (di cui è composta questa crema) possa in alcuni casi influenzare il risultato dello screening, dando un falso positivo, quindi chiedete di essere informate su quando avranno effettuato questo esame al piccolo e dopo iniziate ad usare Purelan come se non ci fosse un domani. Aiuta tantissimo a prevenire le ragadi. Soprattutto i primi giorni, è importantissimo utilizzarla, perché il seno deve abituarsi a questa nuova condizione e la pelle ne risente molto. Dopo ogni poppata pulite il seno con poca acqua (no sapone perché secca la pelle), applicate la Purelan e una coppetta assorbilatte pulita. Tenere il seno pulito e asciutto è fondamentale per non favorire le infezioni tipo mughetto, che proliferano in ambienti umidi, quindi assicuratevi di avere sempre delle coppette pulite.

Una volta preso il ritmo, si può utilizzare la Purelan solo alla sera, prima di coricarvi dopo l’ultima poppata notturna. Il bello di questa crema è che non deve essere risciacquata prima della poppata perché innocua per i bimbi.

In caso di ingorghi o blocchi, fate impacchi caldi e attaccate il bimbo o il tiralatte proprio dove c’è l’ingorgo, così ne favorirete lo sblocco.

In ospedale mi hanno detto che le ragadi vengono soprattutto quando il bimbo non si attacca correttamente, perché succhia in modo sbagliato e tira la pelle anziché prendere il latte, quindi, se avete molte ragadi, provate anche a capire se non sia un problema con il bimbo.

Su You Tube ci sono moltissimi video che aiutano e spiegano come attaccare il bimbo al meglio, mi sono stati molto utili.

Quando le poppate diminuiranno, il ritmo sarà sempre lo stesso, solamente più dilazionato durante il giorno.

Un oggetto molto utile se vi tirerete il latte sarà un lettore di ebook (come ad esempio il Kindle). Passerete molto tempo attaccate al tiralatte e avrete una sola mano libera, con un lettore di ebook potrete leggere senza sforzi anche alla sera.

In conclusione quello che mi sento di dirvi è di non avere paura, provateci e siate perseveranti, la fatica è incredibilmente ricompensata. Non abbiate paura di provare, di cercare il metodo giusto per voi ed il vostro ritmo, non siamo tutte uguali e quello che va bene per me non necessariamente funziona con qualcun altro, però abbiate pazienza e datevi tempo, non ve ne pentirete.

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