Diario di bordo

Homeschool: una giornata tipo.

Bello pensare di fare homeschooling con i bambini.

Che bello pensi. Niente fretta di prepararsi, niente angoscia da moccio, niente ansia da muovetevi che piove e c’è traffico. Poi scopri la realtà.

Devi organizzarti, non puoi pensare di poter fare altro mentre loro si autogestiscono, specie se sono piccoli.

E devi organizzarti bene perché già parti svantaggiata dal fatto che sei la mamma e ti sei giocata la carta della paura dell’estraneo. Tu sei la mamma e ti si rigirano come un calzino.

Ho dovuto stabilire dei limiti, altrimenti non avrebbe avuto senso fare homeschooling.

Non subito eh, ma sono riuscita a far capire alle bambine che al mattino la mamma è la “maestra”, non ho trovato termine più originale – sorry – comunque loro l’hanno capito ed infatti ogni tanto quando gli chiedo qualcosa o gli parlo in inglese (fuori dal momento scuola) mi chiedono se sono la maestra ed io rispondo che no, sono solo la mamma che si diverte a parlare in inglese anche se non stiamo facendo scuola.

Comunque hanno capito il punto. Hanno capito che c’è un momento diversificato durante la giornata in cui la mamma diventa qualcosa di leggermente diverso e a loro è richiesto qualcosa di diverso.

Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, quando le sveglio gli dico di sbrigarsi perché c’è scuola e lo dico seriamente. Dicendo scuola intendo dire che c’è il momento in cui si va ad imparare, e non importa che sia in casa, abbiamo un lavoro da compiere e dobbiamo svolgerlo.

In realtà, però, tutta la nostra mattinata è basata su un lungo momento di insegnamento perché, fin da quando si alzano, è tutto mirato ad aiutarle all’indipendenza.

Ed il fatto che non abbiamo la classica fretta di uscire di casa è un bene perché significa che possono anche impiegarci dieci minuti per cercare di tirare su un pantalone che poi comunque si sarà arrotolato tutto ma questo non è il punto. Il miglior modo per imparare è provare, quindi le guido senza fare niente fino a quando non vedo che la frustrazione sta prendendo troppo il sopravvento. A quel punto gli chiedo se vogliono aiuto e se non lo vogliono le lascio incavolarsi con loro stesse ancora per un po’, dopodichè cerco di dare una piccola mano.

In questo modo, ovviamente, il “lavaggio più vestizione” richiede almeno un’oretta (trattandosi di due) ma non importa, perché di fatto è come se fosse un’ora di scuola, in molte scuole ci sono momenti della giornata dedicati proprio a questo!

E dopo arriva il momento merenda. Per noi arriva subito perché loro a colazione prendono ancora il biberon con poco latte (è più una coccola ma a me torna molto utile perché in quel latte sciolgo il macrogol ogni mattina e sono sicura che lo prendano tutto), quindi prima di iniziare la lezione fanno una merenda/seconda colazione dove devono preparare tutto loro.

Devono apparecchiare la (loro) tavola, mangiare sedute, sparecchiare da sole e pulire.

Poi si comincia la lezione vera e propria.

Per dare continuità alle giornate ho stabilito una routine, proprio come si fa a scuola.

La lezione inizia con un momento di condivisione insieme, sedute per terra in cerchio, in cui racconto una storia, faccio delle semplici domande e focalizzo la loro attenzione su qualcosa, che sarà poi il tema specifico dell’attività successiva. A questo punto si entra nel vivo, spiego l’attività e come deve essere svolta, spesso con un esempio pratico, dopo di che le invito a fare da sole.

Seguo tutto il processo e cerco di capire se ce la fanno o hanno ancora bisogno di una mano.

A volte le attività sono “di gruppo” nel senso che prevedono più passaggi e li facciamo insieme.

A volte le guido nelle parti più complesse.

Il trucco è esserci senza essere invadente, accompagnarle senza forzarle ma comunque tenendole sul percorso.

Terminata l’attività si torna in cerchio sul tappeto e facciamo un riepilogo. Gli faccio alcune domande su cosa abbiamo fatto e/o focalizzo la loro attenzione su quello che ritengo utile, che sia un insegnamento o un concetto generale come il rispetto della natura o l’importanza di aspettare il proprio turno (pazienza… questa grande assente!).

A questo punto la lezione è finita e solitamente loro sono molto ansiose di poter cominciare a giocare, infatti mi chiedono insistentemente, adesso posso giocare? 🙂

I passaggi sono tutti importanti, la routine con i bimbi è davvero salvifica e proporre un’attività semplicemente buttandola lì crea davvero poco interesse in loro.

Ovviamente, le giornate non sono tutte uguali, ci sono giorni sì e giorni proprio no ma è naturale, l’importante è non scoraggiarsi e cercare di stabilire un “calendario di attività” che tenga conto dei bambini e dei loro bisogni.

Prossimamente vi racconterò come cerco di organizzare la settimana!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...